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Autore Discussione: La "Struttura" nel Ving Tsun Kung Fu  (Letto 188 volte)
Epaminondas
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".. poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci"


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La "Struttura" nel Ving Tsun Kung Fu
« inserita:: Dicembre 23, 2018, 23:51:45 »

https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-club/la-struttura-nel-ving-tsun-kung-fu/1662629240504124/

Con il termine "Struttura" nel Ving Tsun si indicano le qualità di coordinazione Intra ed Inter-muscolare, propriocettive e cognitive che permettono espressioni di Forza efficaci e controllo motorio efficiente in ogni situazione.

La  Struttura si concretizza quindi nell'abilità nel gestire la relazione tra il nostro "software" ( Sistema Nervoso Centrale e Periferico) ed il nostro "hardware" ( il corpo con tutti i suoi elementi): Potenza, reattività, equilibrio, verticalità, coordinazione tra le varie parti del corpo, economia del movimento ed energetica, timing e molte altre qualità sono influenzate dalla nostra Struttura.

Essa si costruisce tramite stimoli diversificati per intensità, numero, natura, direzione e tempi di applicazione che vanno ad agire sul corpo stimolando muscolatura, corretto posizionamento e coordinazione tra le varie parti. L'allenamento consiste dunque nella gestione degli stimoli in arrivo ( input) e delle nostre azioni susseguenti ( output) in modalità specifiche, non "istintive" o casuali.

Il risultato di tale allenamento sarà lo sviluppo di quella che io chiamo "Forza Intelligente".

Forza intelligente: “uso della Quantità di Forza necessaria, espressa nel Momento e nella Modalità più adatti ed applicata nel Punto, per la Durata e nella Direzione migliori possibili in base al Contesto ed allo Scopo prefissato.”

Non si tratta quindi solo di avere buoni livelli di determinate qualità fisiche o atletiche ( prerequisito) ma di usarle nella modalità più consona alla situazione specifica, cosa assolutamente necessaria in una attività " ad opposizione diretta ed abilità aperta" come il combattimento.

Nel Ving Tsun Kung Fu gli stimoli sul corpo per creare e migliorare la Struttura posso essere forniti in vari modi ( esercizi al sacco, con sovraccarichi, con le armi dello stile, all'uomo di legno, ecc.) ma il modo più specifico restano gli appositi esercizi del "Chi Sao" ( esercizi a coppia a contatto con il partner).


Infatti solo un essere umano pensante ed autonomo può fornire una quantità, qualità e variabilità di input tali da sollecitare la Struttura in modo mirato, cosa impossibile da riprodurre da soli o con attrezzi di qualsiasi genere.

Questa flessibilità del Chi Sao permette anche di mantenere lo "stimolo allenante" a qualsiasi livello di esperienza od abilità (dai principianti fino ai praticanti più avanzati) e lo colloca tra i mezzi di allenamento fondamentali del Ving Tsun Kung Fu.

"Poon Sau" e "Tui Ma-Sheung Ma" sono i due esercizi base del Chi Sao che introducono l'allenamento della Struttura.

Senza addentrarci nella descrizione dettagliata dei due esercizi e delle variabili, che lasciamo all'esperienza dal vivo con un buon Maestro, vediamo le loro caratteristiche salienti.

Poon Sau: esercizio statico da fare nella posizione classica “Yi Ji Kim Yeung Ma ”in cui i due partner scambiano Forza tramite il contatto con le braccia mantenendo postura e posizione. I piedi sullo stessa linea sul piano trasversale creano instabilità intrinseca sull'asse sagittale, enfatizzando così la ricerca della verticalità e dell'equilibrio nonostante lo Scambio di Forza ( senza buttarsi in avanti per contrastare la forza e senza lasciarsi sbilanciare indietro). Indispensabili  anche la "connessione" di tutto il corpo e la corretta direzione della Forza scambiata ( che se non rispettata genera errori di "overshotting" e scompensi strutturali)

Il Poon Sau allena anche la " velocità iniziale del pugno", l'uso corretto del gomito come fulcro dei movimenti delle braccia, tutta la catena cinetica interessata nel pugno ( gambe, bacino, "core", braccio) e la coordinazione tra le braccia.

Tui Ma-Sheung Ma : Si mantengono gli stessi concetti del Poon Sau ma muovendosi. Inizialmente solo in avanti ed indietro (scambiando Forza e mantenendo la postura ad ogni passo), poi con vari cambi di direzione e Forza che svilupperanno reattività ad adattabilità. Si tratta di imparare a mantenere efficacia e Struttura in dinamica o di recuperarli immediatamente se persi.
Infatti una buona Struttura si manifesta anche nella capacità di recuperare verticalità, equilibrio, linea centrale-asse di combattimento una volta persi, eventualità piuttosto comuni ( a volte anche necessarie) in attività caotiche e variabili come il combattimento.

“Durante il mio soggiorno ad Hong Kong ho allenato innumerevoli ore il Sheung Ma-Tui Ma sia nella scuola di Sifu Wong Shun Leung che nella Scuola di Sifu Ho Kam Ming a Macao , al punto che credevo fosse l’unico esercizio esistente nel Ving Tsun!”

(Philipp Bayer)

Come per ogni allenamento gli stimoli vanno reiterati nel tempo e devono essere ben programmati nella loro progressione.

Si passa quindi da una prima fase di "presa di coscienza" delle varie aree del corpo e di come lavorano ( con input di Forza minimi e focus sugli aspetti propriocettivi), passando poi per una fase di "potenziamento" ( con "assorbimento" e rilascio di Forza via via più significativi e meno graduali) fino ad allenamenti sulla “reattività ed adattabilità” ( con variazioni continue di intensità, direzione, tempi dello Scambio di Forza ed attenzione che passa da ciò che fa il nostro corpo alla situazione esterna da gestire).
La fase finale riguarderà lo sviluppo di automatizzazioni a determinati stimoli che permetteranno di accorciare i tempi di reazione e quindi l'efficacia degli atti motori.

Tali allenamenti non devono mai degenerare in una sorta di competizione tra i partner poiché senza collaborazione verranno a mancare gli stimoli corretti e si andrà presto lontano dagli scopi degli esercizi rendendoli di fatto inutili.
Non c'è nulla di applicativo nella condizione artificiale dei drills di Struttura e del Chi Sao in genere: essere toccati, spinti, tirati, squilibrati ecc. fa parte dell'allenamento e serve a fornire gli input su cui lavorare.

Occorre dunque mettere da parte l'Ego e capire cosa si sta facendo.
In caso contrario meglio passare a lavori di Sparring dove si potranno testare abilità applicative, condizione e capacità volitive divertendosi sicuramente di più e traendo anche maggior profitto dalla seduta di allenamento altrimenti sprecata a lottare con le braccia del compagno.

Altro punto fondamentale è sopprimere l'istinto naturale di "evitare" la Forza del compagno. Occorre invece "accettarla" e gestirla con l' uso coordinato di tutto il corpo, fino a scaricarla a terra. L'accettazione della Forza del compagno non deve essere tuttavia passiva limitandosi al corretto allineamento dei segmenti corporei per scaricarla (come accade in altre pratiche) ma deve essere "attiva" cioè contestuale al rilascio della nostra Forza in modo coerente per mantenere  equilibrio, postura, linee e possibilità motorie. Solo questo passaggio di Forza a due vie ( noi verso il compagno e viceversa) con tutte le variazioni seguenti svilupperà la Struttura, la rafforzerà e successivamente creerà quella capacità di adattamento e variazione fondamentale per usare la nostra "Forza intelligente".

Altra caratteristica allenata da tale scambio è la reattività descritta nel motto “Lut Sau Jik Chung”, il “colpire-entrare senza esitazione-pensiero", che senza adeguati allenamenti sulla Struttura rimarrebbe solo un ottimistico auspicio.

Per coloro che credono nel mito del Kung Fu in cui si sviluppano qualità eclatanti senza fatica e senza Forza gli esercizi e la progressione nei lavori di Struttura possono essere un brutto risveglio nel mondo reale, esperienza che ho visto a volte generare frustrazione o rifiuto in alcuni.

Per coloro che invece cercano lo sviluppo di "abilità interne" reali ed efficaci sono metodi funzionali e flessibili che, insieme a tutti gli altri strumenti del Ving Tsun, li porteranno ad esprimere il massimo delle loro potenzialità.
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