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Autore Discussione: il segreto meglio custodito di tutti  (Letto 1017 volte)
Epaminondas
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".. poi ti deridono, poi ti combattono. Poi vinci"


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il segreto meglio custodito di tutti
« inserita:: Febbraio 10, 2018, 21:49:01 »

"Qual'è la disciplina più forte di tutte?"

1) il combattimento è attività ad "abilità aperta* si prevale per una concausa di fattori ( tra cui anche il caso e la fortuna)

2) i fattori che determinano la validità di un addestramento marziale ( e quindi in larga parte il risultato) sono bagaglio tecnico ( cosa fai in concreto con il corpo), strategia ( idea di base su come vuoi combattere), tattiche ( cosa, come e quando cerchi di fare in concreto) e metodologia e metodiche usate ( come ti prepari e alleni prima dello scontro).
A questo va aggiunto " il fattore umano": il praticante con tutti i suoi punti forti e limiti ( aspetti volitivi, psicologici e caratteriali in primis).

3) Se tutti gli elementi di cui sopra sono coerenti, sensati, verificati, corretti si avranno buoni risultati, altrimenti no, INDIPENDENTEMENTE dal nome che si da alla pratica.

4) verificate che la vostra pratica sia atta allo scopo che volete raggiungere sui punti visti sopra altrimenti A] cambiate disciplina oppure B] cambiate modo di praticare ( modificando i 4 punti visti sopra o il fattore umano per quel che è possibile, cioè la vostra "testa").

5) capiti i 4 punti sopra smetterete di chiedervi se una disciplina funziona o quale sia meglio ( contenitori) ma vi concentrerete sui contenuti, scegliendo non la facciata o il nome ma la pratica concreta che più vi si adatta.

Buona ricerca e buona pratica
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Epaminondas
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Re: il segreto meglio custodito di tutti
« Risposta #1 inserita:: Febbraio 13, 2018, 21:05:38 »

" Come giudico un video tecnico?"


In generale per poter dire qualcosa su un video occorre conoscere cosa voleva allenare il protagonista, ossia quale era il focus principale dell'allenamento e quali quelli secondari, magari.

Occorre anche sapere ( o farsi spiegare) come e perché l'esercizio raggiunge gli scopi allenanti prefissati.

Sarebbe poi il massimo tenere in conto limiti, pregi e difetti che tale pratica può avere, soprattutto in relazione con altri allenamenti e con la disciplina nel suo complesso.

Altra cosa da tener conto è che ogni video non rappresenta il massimo possibile, il meglio in assoluto, ecc. ma illustra solo un preciso momento della vita di quella persona.
Livello, stato mentale, intenzioni, periodo della preparazione, giornata specifica e ambiente in cui si fa il video influenzano la "prestazione" e magari il soggetto in momenti diversi fa tutti"altro o può fare molto di meglio.
A tal proposito basta ricordare come non manchino video di personaggi più che accreditati e competenti che possono lasciare più di qualche perplessità a chi li guardi in modo obbiettivo.

Diciamo anche che "giusto o sbagliato" possono essere molto relativi.

Se il protagonista fa qualcosa di "strano" o che io farei diversamente non significa che sbagli: basta che si renda conto di quello che fa, ne abbia il controllo e giustifichi il perché lo fa in modo plausibile.

Esempio ; " cadi sul piede anteriore nei colpi" , ",sì grazie, lo facevo apposta in quella sequenza nei colpi finali per dare più forza ai colpi "
Se è vero nessun problema, significa che:
1) Il soggetto è in grado di mantenere e colpire con buona verticalità.
2) Usciva dalla verticalità per ragioni tecniche quando e come voleva.
3) Conosce pregi e limiti del traslare il peso sui colpi e del mantenere la verticalità, sceglie di volta in volta sulla base delle sue percezioni ed idee.

Se avesse risposto : " no, sto ben dritto e il peso è ben distribuito" allora avrebbe palesato un problema di percezione della sua esecuzione.

Se avesse detto: " si colpisce sempre e solo così " allora sarebbe stato proprio un problema di "ignoranza" tecnica.

Quindi: guardia bassa, troppo vicino, troppo lento, testa qua e là, tecnica così o cosà e qualsiasi altra cosa se sono fatti con consapevolezza, motivazione sensata e possibilità di controllarlo-cambiarlo vanno benissimo.

Consigli e giudizi possono essere utili, ma in ogni caso il piacere di sentirsi giudici tipo "master chef" non deve sopravanzare il vero scopo della condivisione di esperienze ed idee e non deve mai sfociare in becera maleducazione .
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Epaminondas
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Re: il segreto meglio custodito di tutti
« Risposta #2 inserita:: Febbraio 22, 2018, 12:41:36 »

"Sono troppo vecchio/giovane per praticare xyz?"

In sintesi: no, non lo sei.

Qualunque disciplina tu voglia praticare esistono dei concetti base della metodologia dell'allenamento ( validi per qualsiasi attività ed essere umano) che qualora vengano rispettati permettono a chiunque di praticare qualsiasi cosa.

Bisogna innanzitutto proporre degli obbiettivi fattibili ( ovviamente) tenendo conto all'inizio dell' età anagrafica e poi di quella di pratica, considerando anche che ogni soggetto è unico e avrà sempre prerogative specifiche.
Il "Parametro  Performance" dovrà quindi essere valutato sulla base di obbiettivi appropriati, realistici ed individuali.

Successivamente rispettando e i  "Principi del Carico Fisico" ( stimolo allenante, continuità, progressività del carico, relazione ottimale alternanza carico-recupero, multilateralità, ciclizzazione, individualizzazione, unità organica fra carico generale e specifico, adeguatezza rispetto l'età) e giostrando con i "Parametri del Carico Fisico" ( quantità, intensità, durata, densità) sarà possibile allenare qualsiasi soggetto.

Infatti con un corretto uso di Principi e Parametri è possibile fornire al praticante costantemente una "Dose ormetica" di carico fisico o di allenamento ed impostare una "Progressione di Allenamento" corretta.

In caso di età anagrafica molto bassa si dovrebbe tener conto del  "Fasi Sensibili" delle capacità coordinative, condizionali, cognitive e porre l'enfasi su allenamenti che sviluppino le qualità specifiche per l'età del soggetto.

Ovviamente per i giovanissimi l'allenamento sarà sempre basato sulla multilateralità e sul gioco\divertimento con sullo sfondo elementi e principi della disciplina specifica.

Insomma: niente scuse e buon allenamento!!
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Re: il segreto meglio custodito di tutti
« Risposta #3 inserita:: Giugno 23, 2018, 01:36:20 »

" Come posso trovare il vero Kung Fu?"

( Nota: la parola "Kung Fu" è sostituibile con qualsiasi altro nome di disciplina marziale)


Per qualsiasi disciplina occorre individuare i "fattori limitanti della prestazione"  cioè le "cose" che bisogna allenare-migliorare per raggiungere gli obbiettivi della disciplina ( Forza, rapidità, resistenza, elasticità, reattività, capacità coordinative, propriocettive, ecc ecc ecc.).

Tra i fattori limitanti occorre individuare i più importanti ( quelli a cui prestare maggiore attenzione e tempo) e quelli secondari (propedeutici  o complementari alla performance).

I fattori limitanti sono assolutamente identici per ogni essere umano sul pianeta Terra.

In ambito marziale detti fattori sono quindi uguali per ogni arte, sistema, metodo poiché il fine ( combattere e prevalere) è uguale per tutti.

L'allenamento sarà quindi simile in molti  punti per ogni disciplina o arte marziale.

Ogni disciplina può avere anche mezzi, metodi e metodologia  caratteristici o peculiari, ma i risultati certificheranno sempre la loro validità.

I risultati del lavoro sui fattori limitanti e sulla performance finale sono immancabilmente misurabili e confrontabili.

Quindi:
il Kung Fu ha metodi "speciali-particolari" per fare le cose ma sono solo mezzi di allenamento caratteristici per ottenere gli stessi risultati che tutti cercano.

I risultati di detti mezzi sia sui fattori limitanti sia sulla pratica nel suo complesso sono valutabili come quelli di ogni altra disciplina, persino senza bisogno di praticare Kung Fu: basta usare test e prove noti o guardare alla performance globale del praticante per capire se il lavoro fatto sia stato valido.

Occorre quindi analizzare ciò che la tradizione offre alla luce delle moderne conoscenze, con obbiettività e serietà, per capire come usarlo correttamente : limitarsi ad interpretare letteralmente allegorie ed immagini usate nell'antichità come "promemoria" per concetti complessi ed estesi può portare solo a conclusioni paradossali e parziali oppure, peggio ancora, a ricercare lontano dalla realtà l'efficacia marziale.

Ecco dunque il mio consiglio:

Andate a vedere come funziona il corpo davvero, come agisce, come si adatta, quali leggi della fisica e della meccanica sono imprescindibili. Andate da veri esperti, non vi accontentate delle spiegazioni empiriche di qualche maestro: un maestro non è un tuttologo onnisciente, cercate anche fuori dal vostro mondo.
Siamo nel 2018, l'accesso alle informazioni non è stato mai così facile.

Ciò che è valido e vero lo è per tutti.

Scoprite allora che il vero Kung Fu non ti mette in grado di fare cose diverse dagli altri o di usare capacità strabilianti.
Il vero Kung Fu ti permette di fare meglio quello che già fai e che tutti fanno, di farlo in modo più efficace ed efficiente.

Una volta imparato applica queste conoscenze ad un allenamento realistico, ben pianificato, verificando progressi e cambiamenti.

Unendo la conoscenza concreta ad una pratica realistica ci si può davvero affrancare dal dogmatismo e praticare un "Kung Fu Vero" invece di cercare chissà dove il "vero kung fu".
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Re: il segreto meglio custodito di tutti
« Risposta #4 inserita:: Agosto 29, 2018, 05:39:55 »

La tradizione non vuol dire che i vivi sono morti, vuol dire che i morti vivono.
(Harold MacMillan)

Le due grandi occupazioni dell’uomo da che egli esiste, sono state quelle di crearsi un insieme di tradizioni e poi di distruggerle allorché i loro benèfici effetti si erano esauriti. Senza stabili tradizioni non vi è civiltà; ma senza la lenta eliminazione di queste tradizioni, non vi è progresso.
(Gustave Le Bon)

Senza tradizione, l’arte è un gregge di pecore senza pastore. Senza innovazione, è un cadavere.
(Winston Churchill)

Spesso, in ogni disciplina, ci si aggrappa a idee o pratiche in modo morboso perché parte di una "tradizione" considerata sacra e inviolabile.

Dal pugile ancorato a pratiche obsolete al marzialista innamorato dei dogmi dello stile ancora oggi sono diffusissimo dogmi basati sul "si è fatto sempre così.. lo dice Tizio o Caio..".

Unico modo per non essere vittime della fede è semplicemente adottare quello che viene definito "allenamento basato sulle evidenze" e sulla base di queste avere sempre una visione critica su quanto si sta facendo.

Informazioni e confronti, quindi, non possono essere ricercati solo nell'ambito della pratica,  poiché questo presto o tardi porterebbe ad un loop senza fine e senza nessuna evoluzione, ma occorre saper spaziare tra esperienze e materie diverse.

Questo percorso virtuoso può esso stesso diventare standard nella pratica di qualsiasi disciplina come gli effetti benefici  che ne conseguono: ogni tradizione deve pur cominciare da qualche parte...
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Re: il segreto meglio custodito di tutti
« Risposta #5 inserita:: Dicembre 02, 2018, 00:39:16 »

" Come posso scegliere un buon Maestro o una buona scuola?"

https://www.facebook.com/notes/just-punch/il-buon-maestro/496290520855875/


Un argomento spesso dibattuto in ambito marziale riguarda quali qualità e caratteristiche debba avere un buon insegnante e come riconoscerlo al momento di scegliere dove allenarsi.

Ovviamente la risposta a tali quesiti dipende da una pluralità di fattori che tuttavia possono essere riassunte in due aspetti fondamentali:

1) quanto egli sia oggettivamente preparato e capace di trasformare questa preparazione in risultati concreti.
2) quanto, a dispetto di tutto, quello che offre sia apprezzato e corrispondente alle aspettative degli allievi.

Infatti potrà sembrare strano ma spesso le due cose non procedono affatto appaiate.

Il secondo aspetto riguarda elementi psicologici, sociali, individuali e come tale non lo affronterò minimamente.

Sul primo aspetto, invece, personalmente adotto il concetto di  "minimo sindacale".

Al di là della finalità della pratica un insegnante di Discipline da Combattimento\Marziali deve avere un minimo di competenze in tutti gli aspetti che riguardano la formazione degli allievi per poi magari eccellere in alcuni di essi.

I campi dove il Maestro deve raggiungere il “minimo sindacale” sono:

- TECNICA: il bagaglio tecnico deve essere conosciuto nel suo complesso, finanche nei dettagli esecutivi.
- TATTICA: la tecnica da sola può ridursi a ginnastica. Sapere quando, perché e come arrivare a tirare un pugno, ad esempio, a volte è più importante del pugno in sé stesso. Una buona conoscenza dei concetti e delle strategie della disciplina con relative ricadute pratiche è imprescindibile.
- "FUNZIONAMENTO" DEL CORPO UMANO: in questo calderone possiamo mettere fisiologica, medicina, biomeccanica, leggi della Fisica e tutti quei concetti che servono a capire i meccanismi grazie ai quali il bagaglio tecnico-tattico funziona e l'allenamento ha effetto (senza la cui conoscenza è arduo programmare e verificare il lavoro svolto) nonché a preservare la salute degli allievi. Dette conoscenze sono anche quelle che portano ad evolvere e migliorare sempre più la pratica.
-PRONTO SOCCORSO-INFORTUNISTICA: per dare un primo aiuto, comprendere implicazioni e rimedi per infortuni e problemi fisici che potrebbero verificarsi.
- MATERIE COLLEGATE: avere qualche nozione di tutto ciò che non è direttamente collegato alla disciplina ma può aiutare l’insegnamento, la pratica e l’apprendimento ( es.: aspetti psicologici, comunicazione, aspetti legali, discipline propedeutiche, ecc.).
- CAPACITA' PRATICHE: difficile insegnare qualcosa di cui non si abbina una minima esperienza e che non si abbia provato ed assimilato. L'insegnante, quindi, deve "saper fare" quello che propone ad un livello decente. Ricordiamo che l'imitazione è uno dei modi principali di apprendimento e se la nostra fonte non può mostrare almeno i tratti salienti di ciò che dobbiamo fare il passaggio di informazioni sarà sicuramente limitato e-o incompleto.
- METODOLOGIA DELL'ALLENAMENTO: il sapere come usare e mettere insieme le conoscenze che si hanno per allenare. Allenare è come cucinare: non basta avere i migliori ingredienti poiché se non sai come mescolarli e cucinarli il piatto sarà una porcheria comunque. La Metodologia dell'Allenamento racchiude e organizza tutti gli aspetti di questa lista e la sua padronanza fa la differenza tra lo sterile nozionismo e la reale "cultura" pratica che porta a risultati concreti.
- CAPACITA' DIDATTICHE: la capacità di trasmettere efficacemente il proprio sapere, elemento multifattoriale e spesso innato, tanto raro quanto prezioso.
- ONESTA' IN TUTTI I CAMPI: intellettuale, coerenza, integrità, ecc. con sé stessi e gli altri. Per strano che possa sembrare questa qualità prettamente “morale”, per tutta una serie di interazioni, ha spesso ricadute rilevanti anche sui risultati finali raggiungibili dall'allievo.


Se valuto che l'insegnante ha quel "minimo" in tutti questi campi per me è valido, altrimenti è da sconsigliare più o meno vivamente.

Detto minimo non è determinabile in modo assoluto, dipende anch'esso da molti fattori, per valutarlo si dovrà verificare che le competenze possedute siano basate su evidenze oggettive e documentate che il docente avrà avuto cura di apprendere non solo tramite esperienza sul campo ma anche per mezzo di aggiornamenti e confronti con esperti dei vari settori.
 
Le competenze dovranno essere sufficienti per almeno non fare danni o creare pregiudizi agli allievi.

Infine dovranno dare dare risultati tangibili che rispondano a  3 caratteristiche:
 
Misurabilità : ciò che non è misurabile non è allenabile. Senza dei parametri di riferimento tutto è affidato a sensazioni e pareri soggettivi opinabili. La misurazione assicura certezza ed oggettività.
Confrontabilità: i risultati devono poter essere messi a confronto con altri di natura simile, magari ottenuti con metodi o mezzi diversi, al fine di poter fare scelte ed aggiustamenti.
Progressività : lo stimolo allenante ed i progressi ad esso collegati con il tempo vanno a scemare fino a bloccarsi. Un buon allenatore saprà sempre quali e quante variazioni apportare al percorso per mantenere o incrementare costantemente i risultati dell'allenamento.

Da notare che ai livelli medio-bassi è abbastanza semplice ottenere miglioramenti in tutti i campi, anche con mezzi e metodi non ottimali. Con l'alzarsi del livello, delle capacità dello studente o della performance richiesta per continuare ad avere miglioramenti occorrerà maggiore competenza e/o esperienza da parte del Maestro.

Il "minimo sindacale" di dette caratteristiche garantirà, tra l'altro, che il Maestro sappia calibrare la pratica per gli "scopi istituzionali" della scuola o le finalità della classe  ( che possono essere più di uno) ed anche in base alle esigenze particolari del singolo allievo.

Ovvio che un grosso ruolo nel raggiungimento dei risultati è giocato dalle qualità e caratteristiche dell'allievo. Quindi non tutti i meriti o i demeriti possono essere sempre attribuiti all'insegnante in modo esclusivo, anche questo è un aspetto da valutare con onestà ed obbiettività.

Le qualità in cui raggiungere il minimo per insegnare a mio avviso esulano le finalità della pratica: sia che lo scopo principale sia la difesa personale, l'agonismo sportivo, la divulgazione di aspetti culturali, etici, storici, il fitness, il divertimento, la salute ecc.  una disciplina che voglia definirsi "marziale" deve essere insegnata da persone con delle buone basi nei campi citati.
« Ultima modifica: Dicembre 02, 2018, 02:49:46 da Epaminondas » Registrato

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Re: il segreto meglio custodito di tutti
« Risposta #6 inserita:: Dicembre 02, 2018, 11:59:52 »

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