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| | |-+  Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
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Autore Discussione: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen  (Letto 450 volte)
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Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« inserita:: Agosto 11, 2017, 12:03:56 »

Come tutti gli stili tradizionali orientali il Ving Tsun Kung Fu Kuen (VT) ha tutta una serie di “motti”, concetti e pratiche ricorrenti che dovrebbero delineare i suoi punti salienti e sintetizzare gli aspetti tecnici, tattici e strategici della disciplina.
 
Per una pratica corretta e dai risultati soddisfacenti questi elementi vanno analizzati e valutati con una modalità critica e calata nella pratica, in modo da comprenderne la reale portata ed applicabilità.

In questa rubrica vorrei esporre il mio punto di vista su concetti, idee e quant’altro giri intorno al mondo del Ving Tsun Kung Fu Kuen.

Tip 1:
“La via più breve tra due punti è una linea retta, il Ving Tsun utilizza linee rette per arrivare prima al bersaglio. Se la via è ostruita il Ving Tsun usa tecniche di apertura per farsi spazio e liberare la linea di attacco fino al bersaglio”.

Questo è un tipico esempio di concetto “scientifico” (e quindi apparentemente non confutabile) che se non collocato nella giusta prospettiva e nello specifico porta a conclusioni fallaci e quindi a pratiche scorrette.
 
L’interpretazione base di tale idea è spesso:

1. Andando “dritti” (spostamenti e tecniche) si arriverà a bersaglio prima dell’avversario che usi tecniche “circolari” (prego notare il virgolettato in entrambe le definizioni: uso questi termini solo per facilità di comprensione dei concetti).

2. In caso anche l’avversario usi anche lui traiettorie “dritte” non ci saranno problemi perché incontrerà i miei arti e dal contato scaturiranno le mie reazioni e tecniche del Ving Tsun che mi apriranno la via al bersaglio.

Ora… questo quadro ideale è teoricamente possibile, ma come tutte le semplificazioni non tiene conto di molti fattori.

Sul punto 1: questo assunto può essere vero tra due avversari immobili, che partano nello stesso identico momento ed alla stessa identica velocità. In combattimento tutto avviene:

A) In movimento
B) A velocità variabili (cambi di ritmo e velocità)
C) Punti fondamentali per il successo di un’azione qualsiasi (difensiva, offensiva o quant’altro) sono il timing e i tempi di reazione (rapidità d’azione).

Molto banalmente: se io vado “dritto” e l’altro “curvo” ma lui parte prima di me ed io reagisco con la mia tecnica quando lui è già a metà o tre-quarti della sua traiettoria, chi arriverà prima a bersaglio? Ancora: anche partendo nello stesso identico momento, ma con la sua tecnica che viaggia al doppio della velocità della mia, chi arriverà per primo? Infine: se io vado dritto al viso, magari parto per primo e pure veloce quanto o più dell’avversario, ma lui ha un ottimo tempo di reazione-timing oppure ho dato dei segnali predittivi e lui semplicemente colpisce abbassandosi, o facendo una flessotorsione, un passo di lato, o un passo perno… chi andrà più probabilmente a bersaglio?
Queste considerazioni volutamente banali non tengono conto poi di tutte le altre variabili di uno scontro che non si limitano solo a chi “arriva prima” ( potenza del colpo, bersaglio, capacità di incassare, precisione, capacità di effettuare un “follow up” dopo il primo ingaggio-contatto, gestione distanza di ingaggio, possibilità di uscita, ecc. ecc.) ma credo bastino a far capire la complessità del tema e la pericolosità di certe semplificazioni..

Reattività e Timing non possono essere sempre a vantaggio del VT man, seppur la disciplina cura e allena particolarmente questi aspetti bisogna considerare tutte le possibilità. Infatti Il Ving Tsun prevede molte variabili a questa tattica base, e si muove “dritto per dritto” solo se e quando ha trovato-creato i presupposti per farlo (“cogliere o creare l’occasione” uno dei sei principi base del Ving Tsun di Philipp Bayer).

Sul punto 2: E’ vero che il pugno verticale Ving Tsun ha tra i suoi vantaggi quello di coprire la linea d’attacco e di permettere di usare il braccio in modo efficace per deviare, spingere, creare spazio ecc . anche una volta tirato il colpo o al momento di un contatto. E’ vero anche che il praticante esperto di VT dovrebbe aver sviluppato tutte le abilità da permettergli di gestire gli eventuali contatti come pure l’andare a vuoto o le possibili reazioni dell’avversario.
 
https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-marche/il-pugno-del-ving-tsun/443444752510742/

Ma il contatto tra gli arti non è scontato e, a volte, neanche auspicabile. L’opzione di arrivare a bersaglio senza trovare ostacoli è assolutamente la migliore e la più desiderabile in qualunque disciplina. 
Per questa ragione il VT utilizza anche il footwork per trovare angoli e, insieme alla tecniche di apertura, per crearli. Inoltre utilizza il taglio strada (spesso di centimetri e quindi poco visibile quanto efficace) per mettere l’avversario di disagio tattico e colpire da situazioni di vantaggio, sa coprire e difendersi utilizzando la combinazione arti-angoli-spostameti così da non essere passivo neanche nelle eventuali fasi difensive (chi ci assicura di essere sempre e solo all’attacco? Altro dogma di alcune pratiche VT che in realtà risulta essere desiderabile ma non sempre possibile…), utilizza tattiche evasive e a lunga distanza per gestire situazioni particolari o svantaggiose ( idea “Biu Ji”). Tutte opzioni molto più complesse e che richiedono molto più allenamento del semplice “andare dritti”.

Escludere tutto questo significa escludere una parte enorme del bagaglio tecnico-tattico del VT con conseguenze nefaste.

https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-club/footwork-e-gestione-della-distanza-nel-ving-tsun-kung-fu-kuen/1000348270065561/

Quindi possiamo concludere che problema in questo caso è spesso metodologico e “culturale” più che altro:
A) Molti praticanti si aspettano sempre di trovare questo contatto tra gli arti o di andare a segno, non considerano e non si allenano per scenari diversi.
B) Spesso non si fanno o si fanno troppo poco allenamenti in contrapposizione che partano da distanze diverse da quella di ingaggio oppure si fanno allenamenti poco specifici: a velocità basse, senza contrapposizione, senza uscire dagli schemi del “gioco di ruolo”.
C) Pochi istruttori spiegano quando questa tattica non è desiderabile o, anzi, è da evitare proprio.
D) Pochi si allenano a gestire fasi di lotta verticale o possibili afferramenti da parte dell’avversario che possono scaturire da tali situazioni tattiche, ciò equivale a ipotizzare che tutto andrà sempre secondo i nostri desideri e che le nostre tecniche e tattiche non falliranno mai (atteggiamento decisamente ottimistico...).
E) L’allenamento per gestire contatti, scambi e situazioni una volta arrivati a contatto è in molti casi demandato al mero Chi Sao (esercizio speciale a base coordinativa) mezzo sicuramente fondamentale ma non specifico e sufficiente: occorre aggiungere altre tipologie di allenamenti specifici per sviluppare le skills necessarie (sparring condizionati, a tema, drills, ecc. da portare poi sullo sparring libero).
F) Moltissimi praticanti interpretano erroneamente il principio, sfruttando male la distanza o “cercano” le mani o il contatto con l’avversario invece che i bersagli paganti, con conseguenze immaginabili. https://www.youtube.com/watch?v=WhgZpHsyw24
G) Spesso la potenza delle tecniche (frutto di struttura, uso del corpo e allenamento mirato alla potenza) e la coordinazione non vengono allenati a sufficienza o correttamente, rendendo di fatto inefficace la tattica dell’andare dritti e lavorare sui contatti come pure qualsiasi altra opzione in realtà, basandosi tutto il bagaglio tecnico-tattico VT su questi due aspetti.

https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-club/programmare-la-seduta-di-allenamento-nel-ving-tsun-kung-fu-kuen/1148556895244697/
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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #1 inserita:: Agosto 11, 2017, 12:04:50 »

Fin qui abbiamo visto le possibili distorsioni del concetto, vediamo ora perché esiste e come utilizzarlo nel modo migliore.
Cominciamo col dire che tutte le discipline usano tecniche in linea retta e quasi tutte si muovono principalmente in linea retta nel momento di chiudere la distanza. I cambi di asse di combattimento, livelli ed angoli sono tanto importanti quanto padroneggiati ad arte da pochi e più evoluti praticanti.

Se questo è vero in discipline sportive o negli “sparring” dove la natura del combattimento “rituale”-manovrato permette ampi margini e tempi di scelta, lo è ancora di più in discipline votate alla reazione ad una aggressione o al combattimento “non rituale” dove l’azione è velocissima, violenta, improvvisa e la posta in gioco la propria incolumità.

In tali casi resta solo lo spazio per la reattività fulminea, la semplicità e l’immediatezza tecnico-tattica: manovrare per trovare angoli e soluzioni alternative è talvolta poco o per nulla possibile, utilizzare raffinati footwork e gli “sportivi” mezzi speciali della tattica (finte, inviti, provocazioni, ecc.) risulta impossibile o controproducente quindi il mero andare a bersaglio comprendo il proprio asse di combattimento ed usando poche, semplici, funzionali e potenti tecniche assume senso e valore.

La corretta enunciazione del principio diviene quindi quella di usare “la via più breve per il bersaglio (proteggendo comunque il proprio asse di combattimento, se possibile)”, che si traduce nel colpire direttamente e con forza dalla posizione e nella situazione in cui ci si trova, senza preparazioni o aggiustamenti, pronti a seguire il folow up dell’azione e adattandosi ad ogni evenienza.
In quest’ottica si tratta quindi di un concetto che invita ad allenare e creare movimenti automatici, a sviluppare potenza e precisone in ogni situazione (non solamente quelle “formali” e comode dunque), rapidità d’azione, reattività ed adattabilità ad ogni contesto. Tutte idee che abbracciano molti aspetti dell’allenamento e del bagaglio tecnico-tattico, molto più del semplice “andare dritti” o “rimuovere gli ostacoli”.

Un buon allenamento VT deve quindi prevedere l’applicazione dei suoi concetti tenendo conto lo specifico ambito della disciplina, fornendo imput vari e diversi da quelli base in modo da preparare il praticante a tutte le variabili dello scontro permettendogli così di utilizzare il suo Ving Tsun in modo sempre efficace e sensato.

https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-club/ving-tsun-tips-consigli-e-discussioni-intorno-al-ving-tsun-kuen-tip-1/1162559767177743/
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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #2 inserita:: Agosto 11, 2017, 13:19:44 »

un sacco di parole,poi il wx man incrocia con un mediocre pugile e le prende quasi sempre Embarrassed

ma una domanda non se la fanno questge persone?

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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #3 inserita:: Agosto 13, 2017, 12:08:00 »

un sacco di parole,..

Bhé sì... sai il Forum , lo scambio di idee, metodi, informazioni...

Citazione
...poi il wx man incrocia con un mediocre pugile e le prende quasi sempre Embarrassed

ma una domanda non se la fanno questge persone?



Io credo che uno possa fare 3 cose quando vede qualcuno che a suo parere sbaglia qualcosa:

1) Posso fregarmene bellamente e tirare dritto.

2) Posso dirgli che è uno scemo,che sbaglia tutto, che non ha capito nulla, che non vale niente, quello che fa è tutto sbagliato, che tutti sono meglio di lui, che è brutto, sfigato, si veste male,  gli puzzano i piedi e c'ha pure la fiatella fetida  Grin ... ma in questo caso non migliorerei la sua situazione e forse starei solo sfogando frustrazioni mie piuttosto che indicare errori suoi.

3) Posso cercare di analizzare quello che fa, spiegare nel dettaglio cosa secondo me non va o è migliorabile, suggerirgli dei rimedi e delle alternative, promuovere un confronto  di tipo Socratico e vedere se può venir fuori qualcosa di buono.
 In questo caso sto aiutando lui, sto aiutando anche me (dovendo comunque riflettere sull'argomento) e a qualcosa sarà servito. Male che vada ho almeno tentato.
« Ultima modifica: Agosto 13, 2017, 12:10:53 da Epaminondas » Registrato

Luciano Izzo
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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #4 inserita:: Agosto 13, 2017, 13:56:30 »

Non pratico WT, ma la tua analisi è interessante.
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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #5 inserita:: Agosto 13, 2017, 14:40:01 »

caro epaminondas tentativi ne ho fatto di tutti i generi,ma l'unico momento in cui queste persone capiscono è quando si

allontanano dall'arte e si disintossicano.

negli anni ho forgiato il mio carattere,ma ancora un po mi infastidisce un atteggiamento ottuso,ove anche davanti alla

prova provata si tenga gli occhi bendati....

come ti ho gia' detto si parla del nulla,dove quelli bravi sono mosche bianche,e ti dico che ho conosciuto e mi sono

incrociato con chiunque e di qualsiasi stile,ma la percentuale di atleti al di sotto di un accettabile capacita'sono stati

proprio quelli del wx a te caro.

ripeto,non sono tutti scarsi,ma molti si.

chi parla solo per sentito dire ed imbastisce discorsi fiosofici mi fa un po tenerezza,ma la liberta' di scelta e di pensiero

è ovviamente un diritto angel

perchè alla fine contano le esperienze dirette.

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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #6 inserita:: Agosto 13, 2017, 14:50:36 »

come credo i piu' sappiano ho praticato una decina di anni di wx di vari lineage,ma quando gia'avevo alle spalle due

decenni di altre(e di lavoro...)

ho preso duramente parole con i vertici di alcune di queste,ove la loro politica era quella di tenere gli atleti ad un livello

minimo di training e smorzandone le capacita',per farli rientrare in una forbice gestibile dall'istruttore di turno.

quando ero in ewto mi avevano autorizzato ad insegnare dal 4 grado allievo,e quando venivano gli altri stili per i

confronti eravamo un manipolo di lottatori con una certa esperienza anche della boxe....

e certo che si facevano una bella fama di duri i capi nazionali,ma il resto della truppa era mediocre Sad

lasciamo perdere tanto è un discorso che non porta da nessuna parte.
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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #7 inserita:: Agosto 13, 2017, 14:52:25 »

ora è ancora peggio,vedo micro scuole nascere da tutte le parti,e insegnanti gia' maestri....

con esperienze fatte addirittura solo con le loro classi.
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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #8 inserita:: Agosto 13, 2017, 21:54:26 »

caro epaminondas - CUT -


Bhé sì, ognuno ha le sue esperienze. Abbracci discorsi abbastanza ampi e fatti molte volte qua sopra ma senza mai la voglia di approfondire o capire IMHO.
Maestri, serietà, praparazione, scopi dei praticanti diversi da quelli marziali, businness, metodo...se ne potrebbe parlare per anni dicendo tutto e il contrario di tutto. Non credo sarebbe di  olta utilità per nessuno.

Per questo preferisco parlare di cose concrete.

Io mi metto sempre nei panni del ragazzino alle prime armi che cerca informazioni ed è curioso e desideroso di fare.
Quel ragazzino che ero io e leggeva tutte le riviste del settore, aveva tutti i VHs e navigava poi su Internet (quando prese piede) alla ricerca della "verità"  Grin

Provo ad aiutare quel ragazzino-principiante, oltre che diffondere le mie idee, il mio metodo, le mie esperienze... e cazzeggiare sul Forum come tutti  Wink

Se avessi trovato all'epoca certe info e avessi avuto certe indicazioni magari avrei risparmiato tempo, soldi e fregature.. ma poi penso pure che forse non avrei girato dozzine di palestre, decine di Maestri,  mezza mondo e 3/4 d'Italia, non avrei conosciuto tanta gente fantastica ed amici, non avrei visto posti e fatto esperienze...quindi nessun rimpianto, va bene così, ma speriamo almeno di essere utili a qualcuno.

Non pratico WT, ma la tua analisi è interessante.

Neanche io faccio WT (quella sigla indica una precisa scuola di Wing Chun) ma grazie  Smiley
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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #9 inserita:: Agosto 13, 2017, 23:19:52 »

non ho capito una mazza di quello che hai scritto Embarrassed

che c'entra col discorso?

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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #10 inserita:: Agosto 14, 2017, 10:03:18 »

...
che c'entra col discorso?



Spiega perché invece di dire a uno " le prendi da questo o quello" preferisco dirgli come può allenarsi per avere risultati migliori.

Ma hai ragione: ho fatto un OT.
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Re: Ving Tsun Tips: consigli e discussioni intorno al Ving Tsun Kuen
« Risposta #11 inserita:: Agosto 21, 2017, 16:49:01 »

Tanto più si maturano esperienze diretta con altre realtà e si va avanti con il sistema del Wing Chun. Tanto più cambia radicalmente il modo di interpretare e applicare quelle idee BASE quali: La via più breve tra due punti è una linea retta, ad esempio...

Noto un certo "cambiamento", rispetto a qualche anno fa, nel tuo modo di vedere le cose. Molto più simile al mio.

Condivido la tua analisi. Inoltre, per quello che può valere il mio punto di vista, credo tu stia andando verso la direzione migliore.



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