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Autore Discussione: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...  (Letto 9513 volte)
Landarr
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #60 inserita:: Novembre 03, 2017, 16:26:44 »

Alcune ulteriori considerazioni sull'allenamento della Forza in ambito marziale, con un occhio sui risvolti pratici e metodologici.



...ok, sono uno scemo.^_^
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #61 inserita:: Novembre 03, 2017, 18:31:08 »

https://youtu.be/x2YQJsbbWNA

 Grin

Invece hai ragione. Non scrivo "Forza" in maiuscolo per caso.

Se si studia e si vedono quanti elementi ci sono dietro il suo utilizzo ed allenamento ( fisica, biologia, chimica...) si capisce cosa ci sia davvero dietro il termine " interno " usato da taluni a sproposito.

Conoscere i meccanismi e le Vie della Forza è non meno importante e affascinante degli aspetti tecnici.

Quando si fondono poi,  allora si ha il massimo: Ying e Yang ( concreto e marziale)
« Ultima modifica: Novembre 03, 2017, 18:32:47 da Epaminondas » Registrato

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crossfit
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #62 inserita:: Novembre 03, 2017, 23:24:56 »

lo chiedo con tutto il rispetto per questa persona(wsl),35 anni di lotta non si è mai rotto una nocca...

combattendo contro chi?

quanti ne ha fatti?

lo chiedo solamente per capire...perchè vi era un altro noto combattente che diceva di aver fatto oltre 350

combattimenti clandestini,ma poi era stato sputtanato.
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #63 inserita:: Novembre 04, 2017, 08:15:19 »

lo chiedo con tutto il rispetto per questa persona(wsl),35 anni di lotta non si è mai rotto una nocca...

combattendo contro chi?

quanti ne ha fatti?

lo chiedo solamente per capire...perchè vi era un altro noto combattente che diceva di aver fatto oltre 350

combattimenti clandestini,ma poi era stato sputtanato.

Io non c'ero e non posso saperlo.

Quello che posso dire è che oltre a Philipp Bayer diversi suoi allievi hanno conosciuto Wong.

Dai loro racconti e da altri che ho sentito Wong era stimato da tutta la variegata e ricca comunità marziale di Hong Kong.

 Era anche schivo e non interessato alla mondanità, i racconti su di lui e la sua apologia sino sempre stati fatti da altri. Altri maestri di lineage differenti hanno parlato dei suoi scontri, quindi direi che erano cose note e accettate da tutti.

Anche per venire in Europa a fare stages c'è voluto Philipp che lo convincesse la prima volta e Wong non ci aveva mai pensato.

A me sinceramente interessano più il suo VT e come ragionava, se fosse un picchiatore o meno francamente non ha un grosso ruolo nella mia scelta di praticare il Ving Tsun Kuen Hok.
« Ultima modifica: Novembre 04, 2017, 08:17:39 da Epaminondas » Registrato

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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #64 inserita:: Novembre 04, 2017, 08:44:06 »

I beimo erano fra praticanti di varie scuole di kung fu, magari alcuni semplici smanaccioni eh vista la funzionalità del kung fu rispetto per esempio al pugilato! Questo aspetto di wsl secondo me viene eccessivamente mitizzato, mi risulta che Wong partecipò a un torneo e venne sconfitto al primo incontro da un praticante di thai o qualcosa del genere.
Per onestà intellettuale mitizzare non mi pare giusto (tipo vittoria con fantomatico pugile russo di 130 kg), però bisogna ammettere ad onor del vero che lui era uno che sperimentava sul campo le sue competenze, più di quanto facciano molti altri marzialisti, (me ampiamente compreso  Grin, se non contiamo lo sparring).
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #65 inserita:: Novembre 04, 2017, 15:34:47 »

I beimo erano fra praticanti di varie scuole di kung fu, magari alcuni semplici smanaccioni eh vista la funzionalità del kung fu rispetto per esempio al pugilato! Questo aspetto di wsl secondo me viene eccessivamente mitizzato, mi risulta che Wong partecipò a un torneo e venne sconfitto al primo incontro da un praticante di thai o qualcosa del genere.
Per onestà intellettuale mitizzare non mi pare giusto (tipo vittoria con fantomatico pugile russo di 130 kg), però bisogna ammettere ad onor del vero che lui era uno che sperimentava sul campo le sue competenze, più di quanto facciano molti altri marzialisti, (me ampiamente compreso  Grin, se non contiamo lo sparring).
era pura curisita',per scegliere un maestro è vero questi non necessariamene deve essere un guerriero.

vi ho sorpreso Grin Grin Grin
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #66 inserita:: Novembre 05, 2017, 07:19:14 »

Trovo sempre sorprendente la modernità delle interviste e delle storie su Wong Shun Leung (compreso il suo humor tagliente).

Le sue parole, le sue teorie, il suo modo di approcciarsi alla pratica e alle Arti Marziali sono di una attualità unica, stupiscono ancora di più se calate nell'ambiente e mentalità dell'epoca e lo collocano come un precursore ed un uomo di grandissimo spessore non solo marziale.

Penso che pochissimi Maestri della sua generazione abbiano mai affrontato la pratica con un'onestà intellettuale e una logica concreta pari alla sua.

Anche Bruce Lee ,nelle sue lettere private e nei racconti ai suoi allievi, gli attribuiva grandi meriti per il suo percorso e la sua crescita. 

Credo che da queste interviste traspaia bene il perché.

Rispetto e ispirazione.


https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-marche/cosa-ho-imparato-dai-beimo/690727367782478/

https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-marche/se-si-insegna-nel-modo-giusto-il-futuro-sar%C3%A0-luminoso/690725477782667/



Non è che le frasi sulla biu tze siano proprio il massimo, danno l'idea che colui che parla di didattica sappia molto poco.
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #67 inserita:: Novembre 05, 2017, 16:02:19 »

Noto che spieghi l'uomo di legno molto meglio di tanti altri,anche se sinceramente faccio ancora fatica a capirne la funzionalità (non avendolo mai praticato).
Sul resto, devo ancora leggere. Per seguire.  Smiley
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #68 inserita:: Novembre 05, 2017, 18:41:21 »

Noto che spieghi l'uomo di legno molto meglio di tanti altri,anche se sinceramente faccio ancora fatica a capirne la funzionalità (non avendolo mai praticato).
Sul resto, devo ancora leggere. Per seguire.  Smiley


Mah non direi.. qualche idea molto base, giusto per capire la direzione.

Il Dummy è come qualsiasi altro strumento, a volte un po' mitizzato, ma non ci sono segreti, è come il sacco o un bilanciere: l'unico segreto è sapere come usarli altrimenti sono inutili o persino dannosi.

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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #69 inserita:: Novembre 20, 2017, 12:01:26 »


Il "Vuoto" viene spesso considerato come una modalità di allenamento secondaria e di poca importanza, un qualcosa quasi da abbandonare il prima possibile per passare a cose più pratiche e "soddisfacenti".

In realtà si tratta di un "Mezzo di Allenamento" non solo utilissimo e versatile ma con caratteristiche uniche particolarmente importanti nella formazione e nell'allenamento dei praticanti di qualsiasi livello.

Come sempre la differenza la fanno le conoscenze sull'utilizzo del Mezzo e sul suo inserimento nel Programma di Allenamento.

https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-club/caratteristiche-utilzzo-e-limiti-del-vuoto/1243732362393816/
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #70 inserita:: Gennaio 08, 2018, 21:46:57 »

Guantoni e protezioni, per capire perché e come usarli

https://www.facebook.com/notes/ving-tsun-club/guantoni-e-protezioni-caratteristiche-e-loro-uso/1287251944708524/
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Re: Ving Tsun Kung Fu Club Marche: Our way...
« Risposta #71 inserita:: Marzo 30, 2018, 11:37:16 »

"Tutti sanno combattere. L’uomo ha dovuto farlo fin dagli albori della sua comparsa e nel nostro DNA abbiamo tutti i geni che ci permettono di poter lottare.

Come un fucile automatico è solo uno strumento per eseguire meglio il compito che prima era demandato ad arco e frecce , così un’arte marziale è solo uno strumento per permetterci di combattere meglio di quanto non faremmo con le nostre sole abilità innate. Solo uno strumento, quindi.

Se lo scopo è questo che importanza ha quanto originale/conforme/antica sia la mia scuola? Tutto ciò fermerà il mio avversario? Cosa conta quanti combattimenti ha vinto il mio maestro? Combatterà lui a posto mio? Che peso hanno le storie, le leggende, gli aneddoti sul sistema? Mi renderanno invincibile? Io non ho mai sentito buoni fighters dibattere strenuamente sulla scuola di provenienza,sui metodi di allenamento o su cosa faccia o abbia fatto il proprio insegnante. Questo tipo di individui preferisce mostrare ciò che è capace di fare piuttosto che parlarne.

In breve: chi usa uno strumento è interessato solo che questo funzioni, chi non lo usa vuole solo che sia di marca.

Se considero il mio sistema di addestramento valido e il mio insegnante adeguato, cambierebbe qualcosa se questi mi dicesse che ha creato tutto dal nulla? Che tutto gli è apparso in sogno una notte o che l’ha elaborato in un mesetto di riflessioni sul combattimento? Se scoprire qualcosa del genere mi turbasse le ipotesi sono due: o le mie capacità di giudizio sull’arte della lotta non sono molto buone o sono vittima della “sindrome da identificazione”.

Chi è affetto da tale sindrome non ha come obbiettivo migliorare le proprie capacità ma sente il bisogno di identificarsi con qualcosa o qualcuno, deve sapere di stare nella scuola/stile/sistema migliore, con il miglior maestro possibile, di far parte di una storia, di un gruppo, di una elite. L’attenzione è spostata da se stessi e dalla realtà (quello che sono) all’oggetto dell’identificazione (maestro/scuola/disciplina) e ad una realtà immaginaria (quello che vorrei essere).

Come posso rendermi conto se l’insegnamento che ricevo è valido? Come posso capire se sono affetto dalla sindrome? Può essere d’aiuto, in generale, fare più esperienze possibili, incontrare gente, confrontarsi, girare, essere bastian contrari, dubitare di tutto, mettere in discussione se stessi, la propria disciplina, il proprio istruttore. Sempre.

Aiuta anche porsi qualche quesito sul proprio addestramento:

• Mi permette (indipendentemente dalla possibilità di colpire punti sensibili o dall’uso del dim mak) di sviluppare potenza sufficiente per sferrare colpi efficaci? Perché potrei avere una sola occasione.

• Prevede una strategia logica e funzionale indipendentemente da ciò che può fare il mio avversario? Perché affidarsi al caso non sempre funziona.

• Mi mette in grado di gestire stress fisici e psicologici estremi? Perché l’unico combattimento facile è quello che guardo fare ad altri.

• Condiziona il mio corpo per la lotta? Perché “tecnica” e fortuna non sempre bastano.

• Sviluppa qualità veramente necessarie al combattimento? Perché non tutti nascono fighters.

Una dubbio: se volendo imparare a nuotare entro in acqua, volendo imparare a combattere cosa dovrei fare?"


Scritto credo tra il 2008 e il 2010, sempre valido, forse oggi ancora di più...

Collegato al tema:

“Fin dalle mitologie indoeuropee, la funzione guerriera ci appare elitaria e fra i suoi tratti spicca l’inclinazione alla solitudine. … Nelle antiche società tribali i guerrieri costituivano un gruppo a parte, delimitato dalla conoscenza dell’arte delle armi così come i sacerdoti (o stregoni, sciamani, guaritori…) lo erano dalla familiarità con le cose divine e soprannaturali. ….
… Tuttavia esistono anche esempi documentati di popolazioni numerose e potenti che combattevano le loro guerre secondo un sistema di guerre rituali. E’ il caso degli Aztechi … rituali al punto da venire ciclicamente programmate di comune accordo fra gli Aztechi e le popolazioni vicine … La loro catastrofe militare si consumò nel XVI secolo, allorché si trovarono di fronte gli Spagnoli capitanati da Hermàn Cortés … gli Aztechi vennero sconfitti anche perché non concepivano di combattere con la spietatezza e il pragmatismo dei loro nemici … Come osservava Prescott, per gli Aztechi la guerra era un mestiere (e anche, possiamo aggiungere, una difficile arte marziale) ma non era una scienza. Per dire ancora meglio, non era finalizzata all’attuazione in forma piena (in questo senso veramente totale e “scientifica”) del principio per cui lo scopo di chi combatte è annientare fisicamente il nemico con ogni mezzo senza perdere la propria vita”

“Canne -descrizione di una battaglia-“
Massimo Bocchiola e Marco Sartori
Mondadori Editore
« Ultima modifica: Marzo 30, 2018, 11:45:00 da Epaminondas » Registrato

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