DUELLI D'ALTRI TEMPI, MACOLA - CAVALLOTTI

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Ottavio Tramonte:


La causa del duello è estremamente sproporzionata rispetto all'esito fatale...
Felice Cavallotti  aveva tacciato di mentitore a Ferruccio Macola, responsabile di avere pubblicato una notizia non verificata relativa ad una querela che egli aveva ricevuto come deputato.


Ferruccio Macola, nato a Camposampiero, il 17 Maggio 1861. Fondò e diresse il Secolo XIX a Genova,e da qualche anno era direttore della Gazzetta di Venezia. Era deputato di Castelfranco Veneto dal 1895. I padrini di Macola furono i deputati Carlo Donati e Guido Fusinato.

Felice Cavallotti, nato a Milano, il 6 novembre 1842, da famiglia di origine veneziana, letterato ed uomo politico della sinistra deputato dal 1873, avversò Crispi , famosa la sua lirica "Marcia di Leonida". Aveva un debole per i duelli, e proprio durante uno di questi- col direttore della “Gazzetta di Venezia” Ferruccio Macola- perse la vita. Era il suo 33esimo duello, un numero che evidentemente non porta troppo bene. I padrini di Cavallotti furono i deputati Camillo Tassi ed Achille Bizzoni.

Macola insistitè sul fatto che il duello doveva seguire i dettami dell’epoca: sciabola affilata, uso del guanto. Si svolte nel parco della Contessa Cellere la villa a Roma nel pomeriggio del 6 marzo 1898 e durò solo pochi minuti. Macola, vent'anni più giovane di suo avversario, più alto e più esperto a usare un sciabola, al terzo attacco, ferì Cavallotti in bocca con una puntata che penetrando nella bocca gli recise la carotide.
Trasportato nella villa, Cavallotti morì subito soffocato dall’emorragia alle ore 15.30. Macola è illeso”.






L’epilogo cruento suscitò grande impressione in tutta l’opinione pubblica. In segno di lutto per la morte del socialista Felice Cavallotti vennero ammainate le bandiere e chiusi i teatri mentre per l’uccisore, il conservatore Ferruccio Macola, Travolto dalle polemiche e dalla condanna morale dell’intera società per quella morte, nel 1905 si dimise da deputato e vendette il giornale veneziano. Nel 1910 si tolse la vita con un colpo di pistola. 

Sulla millenaria pratica del duello cominciava così a calare il sipario della storia.

Cosa imponeva la legge....
Alcune disposizioni della legge Italiana dell'epoca circa i duelli, articoli 237-245 del Codice Penale: Art. 237. Chiunque sfida altri a duello, ancorchè la sfida non sia accettata, è punito con la multa sino a lire 500; ma se egli sia stato la causa ingiusta e determinante del fatto dal quale è derivata la sfida, la pena è del la detenzione sino a due mesi.Va esente da pena chi sia stato indotto alla sfida da grave insulto o da grave onta.Chi accetta la sfida, qualora sia stato la causa ingiusta e determinante del fatto dal quale essa è derivata, è punito con la multa da lire 100 a 1.500. Se il duello avvenga, si applicano soltanto le disposizioni degli articoli seguenti.Art.238. Chiunque fa uso delle armi in duello è punito, se non cagioni all'avversario lesione personale,con la detenzione sino a due mesi.Se il colpevole sia stato la causa ingiusta e determinante del duello la detenzione è da 15 giorni a 4 mesi. Art. 239. Il duellante è punito con la detenzione : 1.da 6 mesi a 5 anni se uccida l'avversario o gli cagioni una lesione personale da cui derivi la morte;2.da in mese a due anni se gli cagioni una lesione personale. I padrini o secondi sono puniti con la multa da lire 100 a1.000 se il duello non abbia per effetto alcuna lesione personale.

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